A cura della

Dott.ssa Simona Mangone, Socia Agifar Roma

Negli ultimi anni, nello scenario della salute e del benessere globale della persona, l’organo pelle sta acquisendo sempre più importanza e valore. Il sintomo non è solo un evento da bloccare ma bensi da modulare e questo perchè è ormai conclamato il legame stretto tra: cervello , stress, emozioni e pelle. 

La pelle è a tutti gli effetti un organo PNEI (psico-  neuro-endocrino- immunologia) e come tale partecipa all’equilibrio o può subire gli effetti di  squilibrio di questo complesso sistema.

Un ruolo importante e cruciale per un corretto funzionamento del sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario è quello dell’intestino e del microbiota intestinale. In modo più specifico, il suo livello di comunicazione con il sistema centrale e con la pelle, avviene attraverso il rilascio di: neuropetidi , neurotrasmettiri e mediatori chimici. Ma  quale ecosistema è presente sulla nostra pelle e perchè si parla di “microbiota cutaneo ?”.

L’ epidermide è un organo che si autorinnova in modo ciclico con l’eliminazione di squame cornee ricche di microbi aderenti ad esse, e che tuttavia rappresenta una barriera fisica che impedisce la penetrazione di microorganismi, trattenendo nel contempo: umidità e nutrienti all’interno del corpo.

Ma la cute non è solo un’interfaccia con l’ambiente esterno, è anche un ecosistema composto da diverse strutture ricche di invaginazioni, tasche e nicchie che ospitano un’ ampia varietà di: virus (virobioma), batteri (microbioma), funghi (micobioma) e acari,   che  danno vita al “microbiota cutaneo”.

Nei cinque siti del corpo (cute e anessi cutanei, naso, cavità orale, intestino e vagina) nel 2008 il National Institutes Microbiome Project , ha rilevato un’estesa diversità microbica , raggrupando le specie presenti in quattro Phyla: Firmicutes, Actinobacteria, Bacteroidites, Proteobacteria. 

La maggior parte dei microbi sono definiti “residenti” e appartengono a gruppi relativamente costanti che si rinnovano e ristabiliscono l’ecosistema anche dopo perturbazioni cutanee. Sono considerati commensali e simbiotici, e provvedono al benessere dell’organismo attraverso il rilascio di molecole di difesa o antibiotici naturali. 

Atri microbi invece sono considerati “transitori”, non sono costanti sulla pelle, ma la loro presenza è influenzata dall’ambiente circostante e permangono per ore o giorni, a secondo di come la nostra barriera cutanea, la risposta immunitaria innata e l’igiene della nostra pelle risulta essere funzionale.

Ma quando ha origine il microbiota cutaneo?

Il microbiota cutaneo si inizia a formare al momento della nascita quando il feto passa da un ambiente sterile a quello esterno contaminandosi con i microbi vaginali e fecali della madre. In realtà si è dimostrato recentemente che al momento della nascita il feto ha già avuto contatti con microbi apparteneti al microbiota materno.

Ma ciò che incide è anche il tipo di parto. Bambini nati da parto vaginale acquisiscono comunità batteriche simili al microbiota vaginale materno, mentre quelli nati da parto cesareo mostrano un microbiota più simile a quello presente sulla cute di chi l’ha assistiti al parto o nella stessa sala parto.

Nei primi mesi di vita la comunità microbica dominante è quella da Stafilococchi in quanto lo strato corneo è maggiormente idratato rispetto a quello degli adulti. Con il crescere tra i 12 e i 18 mesi le comunità microbiche cutanee diventano sempre più diverse fino ad essere simili a quelle degli adutli.

La diversità del microbiota, per composizione e distribuzione varia tra gli individui  e viene influenzata dall’ambiente in cui viviamo, dalla maggiore o minore esposizione delle zone del corpo, e dai distretti cutanei che si vanno a considerare.

Per esempio, nelle zone umide dove prevalgono ghiandole eccrine, sono maggiormente presenti batteri delle specie Staphylococcus e Corynebacterium. Nelle zone sebacee invece (fronte, pieghe nasolabiali e zone retro auricolari) la popolazione microbica sembra meno varia ed è caratterizzata principalmente da batteri della specie Propionibacterium Acnes.

Mantenere l’equilibrio di questo sistema complesso sia da un punto di vista qualititativo che quantitativo, ci consente di avere una pelle sana  con una barriera di difesa forte e resistente, rallentare l’invecchiamento e non sconfinare in alterazioni cutane come ad esempio acne, dermatiti, eczemi e psoriasi correlate molto spesso a fenomeni di disbiosi intestinale e cutaneo.

Come possiamo evitare o intervenire su una “disbiosi” ?

Sicuramente  le nostre abitudini alimentari e il nostro stile di vita sono fattori determinanti, infatti occorre limitare cibi o bevande che inducono infiammazione e alterano la permeabilità intestinale, come ad esempio carboidrati raffinati, solanacee, cibi altamenti processati,  carne rossa e preferire alimenti ricchi di fibre (frutta e verdura), cereali integrali e alimenti fermentati come kefir.

Ma un aiuto più profondo può essere determinato dall’utilizzo di prebiotici e probiotici scelti in modo specifico e in riferimento al disturbo e all’organo da trattare.

I prebiotici (inulina, galattoligosaccaridi)sono substrati che nutrono in modo favorevole i microorganismi che vivono nell’intestino, inducono la  crescita  di batteri benefici per la nostra salute e garantiscono una varietà di specie del microbiota. Concorrono in specifiche attività metaboliche dei bifidobatteri e dei batteri lattici, a discapito di processi putrefattivi a carico ad esempio di Clostridi.

I probiotici invece, sono microorganismi vitali a livello intestinale e riescono a: ridurre la permeabilità epiteliale ai patogeni e alle tossine intraluminali, aumentano i livelli e il numero di cellule che producono IgA evitando cosi la colonnizazione batterica dell’epitelio, ed aumentano la produzione e secrezione di citochine antiinfiammatorie.

Se la salute della nostra pelle e il nostro stato di benessere è fortemente correlato al microbioma intestinale:

– quali patologie cutanee ne sono strettamente dipendenti?

– come possiamo riequilibrare il nostro sistema fisiologico e cutaneo?

– quali sono le frontiere di innovazione in ambito cosmetico e dermatologico?

– quali prebiotici o probiotici possiamo integrare in caso di alterazioni cutanee come acne o dermatiti?

Il nostro focus sul dermobiota continua

Bibliografia

 

  1. Y. Erin Chen et al. Skin microbiota-host interactions Nature 2018, 553(7689): 427–436.
  2. J.A. Sanford, R.L. Gallo. Functions of the skin microbiota in health and disease Semin Immunol 2013, 25(5):370-377.
  3. M. Pascal et al. Microbiome and Allergic Diseases Front Immunol 2018, 9:1584.
  4. Fredricks DN. Microbial ecology of human skin in healt and disease. Jinvestig Dermatol Symp Proc 2001.
  5. Capone KA, Dowd SE, et al. Diversity of the human skin microbiome early in life. J Invest Dermatol 2011.
  6. Gallo A, Passaro G, Gasbarrini, et al. Modulation of microbiota as treatment for intestinal infiammatory disorders. 2016
  7. Ojeda P, Bobe A, et al. Nutritional modulation of gut microbiota- the impact for improving intestinal microbiota function. Curr Opin Biotechnol. 2014

8. Giuseppe Baviera, Lucetta Capra et al. Ecosistema microbico nella cute sana e nell’eczema. 2014

Join Our Mailing List

Thank you for your message. It has been sent.
There was an error trying to send your message. Please try again later.

Once Weekly Webinar

Free Webinar Once Per Week

Our free webinar runs once per week and is available to anybody who wants to know more about getting started on the road to financial freedom.