Laurea abilitante in Farmacia e CTF: il punto sulla situazione

Laurea abilitante per farmacisti in discussione: proposta per integrazione diretta nel lavoro e modernizzazione dell’educazione farmaceutica.

A cura di

Michele D’Ambrosio, Socio Agifar Roma

Se n’è parlato molto, durante i primi mesi di lockdown, quando l’Italia affrontava un’emergenza sanitaria senza precedenti. Se n’è parlato molto anche dopo, quando, dopo quella che all’apparenza è sembrata un’estate come tante, è ritornato il pensiero di una seconda ondata, e inevitabilmente di un secondo lockdown (che per ora pare stiamo evitando, ma non con poche difficoltà). Quello della laurea abilitante però è un discorso che va preso con le dovute precauzioni, perché non riguarda solo una classe professionale. Difatti la questione va affrontata guardando il quadro completo, in quanto gli effetti che comporterebbe la laurea abilitante in farmacia e CTF si ripercuoterebbero inevitabilmente, ma anche e soprattutto giustamente, su altre professioni. Purtroppo (o per fortuna) le mie competenze sono limitate a certi campi, ed essendo uno studente di CTF, mi limiterò semplicemente a trattare cosa comporterebbe l’abilitazione alla professione di farmacista con il conseguimento della laurea.

Sulla scia del decreto “Cura Italia” dello scorso marzo, con il con il quale la laurea in medicina e chirurgia è diventata, finalmente oserei dire, abilitante, molte professioni sanitarie, come quella dei biologi, degli psicologi, degli odontoiatri e dei farmacisti, hanno fatto voce sul fatto che si ponesse luce anche sulla loro abilitazione. Nei corridoi -virtuali- delle facoltà si è discusso molto sulla laurea abilitante. Ci si chiedeva se sarebbe arrivata prima dell’esame di stato di giugno, ma purtroppo non sono bastate le numerose richieste da parte dei neolaureati, e un articolo su Repubblica da parte del Movimento Afci (movimento abilitazione farmacia e ctf italia), per ottenerla.

Però per fortuna, dopo l’estate, qualcosa si è mosso: ad inizio ottobre, infatti, il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Mandredi, ha presentato un disegno di legge nel quale si proponevano le lauree abilitanti per psicologi, farmacisti e odontoiatri. Questo ha riscontrato molto entusiasmo, ma anche altrettante perplessità. Se si intravede una luce in fondo al tunnel, non si riesce a capire però le modalità che renderanno la laurea abilitante. Secondo il DDL, al quale è stata aggiunta anche la professione di veterinario, e che è stato poi approvato dal Consiglio dei Ministri, il tirocinio abilitante alla professione, che i corsi in Farmacia e CTF hanno nel manifesto degli studi, dovrà essere valutato, ma non si è capito bene come. Quello che è certo, è che ai circa 30 esami previsti dai due corsi di laurea, se ne dovrà aggiungere un altro riguardante il tirocinio.

Andrea Mandelli, presidente della FOFI, si è dichiarato favorevole a questa riforma, ma ha sollevato dei punti cruciali, ossia la modifica dei corsi di laurea e del tirocinio stesso. Questi devono essere al passo con i tempi e venire incontro alle esigenze di cui la società odierna necessita, soprattutto in seguito all’emergenza sanitaria che sta affrontando. Rispecchiano difatti l’attuale esame di stato, obsoleto poiché basato su aspetti professionali del passato, che non aggiunge nulla al percorso di studi, già di per sé ricco di materie caratterizzanti, come le chimiche farmaceutiche e le farmacologie, e di laboratori didattici.

Infine, è stata la pandemia che ha portato a cambiamenti radicali di ogni tipo. La laurea abilitante in medicina è stato uno dei primi passi che il nostro sistema, universitario ma anche sanitario, ha dovuto intraprendere per modernizzarsi. Ma le lauree in Farmacia e CTF devono avere lo stesso destino. Così come i medici, anche i farmacisti sono operatori sanitari che hanno contribuito a combattere l’epidemia da Coronavirus, e anche loro hanno dovuto affrontare numerosi problemi. Poter venir loro incontro, con giovani neolaureati e volenterosi, sarebbe stato di grande aiuto, non solo per gli stessi farmacisti, ma anche per i cittadini. La laurea abilitante poi permetterebbe l’ingresso diretto nel mondo del lavoro, andando a far fronte non solo alle esigenze economiche, ma anche sanitarie, culturali, produttive e sociali dell’Italia, come ha affermato il Ministro Manfredi.

Poter dare l’occasione ai neolaureati di darsi da fare sarebbe più di un atto volto a sistemare i bilanci economici, sarebbe un atto di fiducia verso una classe troppo spesso poco considerata: quella dei giovani.

Fonti

https://www.repubblica.it/dossier/salute/rep-salute/2020/04/21/news/l_appello_dei_laureati_in_farmacia_fateci_aiutare_il_paese-254620576
https://www.ilsole24ore.com/art/la-laurea-diventa-abilitante-psicologi-farmacisti-e-odontoiatri-ADLoKqu?refresh_ce=1
https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=89011