A cura della

Dott.ssa Antonella Danese, Socia Agifar Roma

L’ Iperico (Hypericum perforatum) Hypericum dal greco ereich = erica e upo = sotto, cioè pianta che vegeta sotto le eriche, ed anche eicwn =al di la, riferito al fatto che la pianta si utilizzava per esorcizzare gli spiriti maligni e per questo chiamata scacciadiavolo; perforatum, per le foglie picchiettate di piccole ghiandole trasparenti che incontroluce danno l’idea di forellini,detto anche erba di S.Giovanni

Il nome è attribuito al fatto che la pianta fiorisce in corrispondenza della festività di San Giovanni, il 24 giugno, ed anche a molte leggende legate al Santo.

Si narra che l’iperico fosse germogliato dalle gocce di sangue di San Giovanni Battista, decapitato per volere di Salomè e viene ricordato, non a caso, come erba di San Giovanni. Questo legame secondo le leggende è confermato dal fatto che i petali, strofinati tra le dita, macchiano tutto di rosso, il colore del sangue versato dal Santo. Qualche leggenda afferma che sia utile per propiziarsi l’amore e se raccolto il 21 giugno o di venerdì, diventa un amuleto contro la tristezza e le malattie mentali, se posizionato sotto il cuscino di una donna nubile, fa sognare il futuro marito.

L’uso della medicina complementare e alternativa è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni ed i trattamenti botanici provenienti dalle piante sono diventati particolarmente popolari per trattare condizioni come ansia e depressione. Le prove suggeriscono che L’erba di S.Giovanni ha un’attività neurochimica simile a quella dei farmaci convenzionali.

Nel periodo dell’anno in cui le giornate si accorciano e le temperature iniziano a divenire più rigide, potremmo sentirci tristi ed avere bisogno di un aiuto. La depressione clinica è un grave disturbo medico che può essere debilitante e nei casi più gravi può portare a suicidio. C’è un crescente interesse pubblico nelle affermazioni che l’iperico possa essere un efficace trattamento per la depressione.  Ampiamente prescritto in Europa, la tossicità e gli effetti collaterali dell’iperico sembrano essere sostanzialmente inferiori a quelli dei farmaci antidepressivi triciclici standard, e quindi l’iperico può essere più accettabile per i pazienti. Inoltre, il costo è significativamente minore dei farmaci antidepressivi standard.

Studi condotti negli anni passati hanno lasciato intendere che l’effetto antidepressivo dell’iperico fosse dovuto all’inibizione delle MAO e che l’ipericina fosse il principale costituente responsabile di questa attività. Nuovi studi hanno successivamente evidenziato la capacità dei derivati floroglucinolici, in particolare dell’iperforina, di inibire la ricaptazione di numerosi neurotrasmettitori a livello centrale, quali serotonina, noradrenalina, dopamina, glutammato e GABA. Questo comporta un aumento dei livelli di neurotrasmettitori nello spazio sinaptico con conseguente adattamento neuronale. Le persone che desiderano solamente ritrovare una maggiore serenità possono limitarsi ad utilizzarlo in forma di tisana, meglio ancora se miscelato ad altre piante dagli effetti calmanti e sedativi.

Ci sono studi in doppio cieco che hanno determinato l’efficacia antidepressiva acuta di un estratto standardizzato di iperico (erba di San Giovanni) per il trattamento del disturbo depressivo maggiore, in soggetti che hanno ricevuto la sertralina (Zoloft), l’iperico o il placebo.

L’iperico in associazione con un SSRI può dare la Sindrome Serotoninergica; inoltre è un induttore enzimatico ed attiva il citocromo P450, induce la sintesi della glicoproteina P a livello intestinale e renale, per questo si sconsiglia l’uso contemporaneo di iperico e di altri farmaci quali ciclosporina, warfarin, indinavir, contraccettivi orali ecc. e di farmaci che interagiscono con la glicoproteina P in quanto se ne verifica una diminuzione dei livelli plasmatici  ed una loro ridotta efficacia. L’iperico viene raccomandato anche come cicatrizzante, antivirale nel trattamento contro il virus della bronchite, nel trattamento del disturbo d’ansia sociale generalizzato (GSAD), nella disassuefazione da tabagismo, anche negli stati di vulnerabilità psicologica legati alla menopausa e nella dipendenza da alcol. Infatti è stata esaminata l’efficacia dell’iperico, nei soggetti alcolisti. Alcuni studi hanno dimostrato che gli estratti di iperico dimezzano l’assunzione volontaria di alcol in diverse linee di ratti alcol-preferenti e si ipotizza che possa avere lo stesso effetto nell’uomo. L’Iperico in conclusione è un ottimo rimedio per chi soffre di depressioni stagionali, soprattutto d’estate o d’inverno, come nelle persone affette da fobie, inquietudini vaghe di tipo ipocondriaco, paura di incorrere in incidenti e dell’ignoto; libera l’individuo dalle paure, elimina gli incubi e, magari ,rafforza anche la fiducia in se stessi.

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2019.01272/full https://www.tabaccologia.it/PDF/2_2003/10_2_2003.pdf https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2019.01272/full