A cura della

Dott.ssa Maria Francesca Lioni, Socia Agifar Roma

I fluorochinoloni rappresentano un gruppo di antibiotici caratterizzati da un ampio spettro d’azione.

Questi farmaci esplicano la loro azione battericida mediante un’attività concentrazione-dipendente. Il meccanismo d’azione si basa sull’inibizione della topoisomerasi II e della topoisomerasi IV, enzimi-chiave per la replicazione della cellula batterica; i chinoloni formano legami sia con il DNA batterico che con l’enzima, costituendo un complesso ternario antibiotico-topoisomerasi-DNA. La formazione di tali complessi sarebbe responsabile del blocco della crescita batterica.

In genere, sono farmaci ben tollerati, ma non privi di reazioni avverse anche gravi.

Dopo oltre 30 anni di uso clinico esteso, i dati sulla sicurezza relativi a questa classe di antibiotici risultano essere ancora in evoluzione. Infatti, una Nota AIFA di Ottobre 2020 allerta il personale sanitario ed i pazienti a limitare l’utilizzo di alcune molecole appartenenti alla seconda e alla terza generazione di fluorochinoloni (tra cui ciprofloxacina; delafloxacina; levofloxacina; lomefloxacina; moxifloxacina; norfloxacina; ofloxacina; pefloxacina; prulifloxacina; rufloxacina), a causa di un aumento del rischio di rigurgito/insufficienza delle valvole cardiache. La Nota è stata concepita in accordo con le autorità europee sulla base di un’informativa dei Titolari di Autorizzazione all’Immissione in commercio.

Le informazioni contenute nella nota riguardano l’uso sistemico e inalatorio dei fluorochinoloni, con particolare attenzione verso quei pazienti che presentano dei fattori predisponenti per lo sviluppo di complicanze cardiache, come comorbilità, età avanzata e malattie congenite. [1]

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), quindi, invita ad utilizzare questa classe di farmaci dopo aver preso in considerazione altre opzioni terapeutiche e, nel caso risultasse necessaria la somministrazione di questo trattamento, a procedere comunque sempre con una certa cautela.

Questa recente nota fa seguito a due precedenti note pubblicate rispettivamente nel 2018 e nel 2019, nelle quali si era già messo in discussione il rapporto rischio/beneficio di tale terapia antibiotica. In seguito a tali raccomandazioni, risulta quindi necessario valutare l’appropriatezza prescrittiva, principio imprescindibile per garantire la sicurezza delle cure.

Il farmacista, in quanto operatore sanitario, deve ricordare al paziente sottoposto a terapia con fluorochinoloni di rivolgersi immediatamente al medico nel caso di insorgenza dispnea acuta, insorgenza di palpitazioni, di edema addominale o degli arti inferiori, o comparsa di un qualsiasi evento inatteso.

È solo grazie all’osservazione di eventuali effetti indesiderati e alle segnalazioni delle reazioni avverse sospette da parte dei pazienti e del personale sanitario, che è possibile monitorare i farmaci nel post marketing. Infatti, un’attenta e costante valutazione dei dati permette di garantire una delle caratteristiche fondamentali per un farmaco: la sicurezza. Non esistono farmaci privi di potenziali rischi, ma grazie all’attuale sistema regolatorio di farmacovigilanza, interconnesso sia a livello europeo che internazionale, è possibile adottare interventi correttivi a tutela della salute.

[1] https://www.aifa.gov.it/-/nota-informativa-importante-su-fluorochinoloni-ad-uso-sistemico-ed-inalatorio