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Michele D’Ambrosio, Socio Agifar Roma

Lo scorso 1º ottobre era stato emanato, da parte del Ministero della Salute, un decreto attraverso cui venivano inserite, nella sezione B della tabella dei medicinali del DPR 309/90, le composizioni per somministrazioni ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”. Questo ha suscitato parecchio scalpore, tanto che poche settimane dopo il Ministero ha fatto immediatamente dietrofront, andando a sospendere il decreto, in quanto sono necessarie analisi approfondite da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità.

La valutazione del Ministero di inserire il cannabidiolo nella tabella degli stupefacenti era stata inizialmente fatta a seguito dellimmissione in commercio, approvata dallEMA, di un medicinale per uso orale contenente cannabidiolo, sul quale lAIFA sta conducendo delle analisi. Ciò ovviamente avrebbe comportato degli oneri legislativi da parte del farmacista, come per esempio il caricamento sul Registro degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope entro 48 ore dalla dispensazione.

Tuttavia, con l’entrata in vigore del DM del 28 ottobre, non ci sarà nessun obbligo per i farmacisti.

Gilda Sportiello, deputata che ha presentato per prima un’interrogazione per tale faccenda, si ritiene soddisfatta dell’inversione di marcia da parte del Ministero, ricordando anche che il cannibidiolo, secondo le direttive dell’OMS, non deve essere inserito nelle tabelle degli stupefacenti.

Sicuramente la vicenda non finisce qui, visti i numerosi studi che sostengono la attività non psicotica del cannabidiolo, ma soprattutto vista la volontà da parte del Ministero della Salute di convocare un tavolo per affrontare al meglio la questione, anche con le associazioni e le federazioni direttamente interessate.

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