A cura della

Dott.ssa Antonella Danese, Socia Agifar Roma

Le foreste brasiliane hanno una delle più grandi biodiversità del mondo, infatti ci sono specie autoctone del Brasile con un enorme potenziale terapeutico e comprovata azione antinfiammatoria e anestetica.

In Brasile,l’ Acmella oleracea (L.) R.K. Jansen, (Bottoni di Sichuan) della famiglia delle

Asteraceae, popolarmente noto come “jambu”, era nota ai Chachapoyas o “guerrieri delle nuvole”, una tribù amazzonica discendente dagli Incas, che utilizzano da sempre questa pianta per curare il mal di denti, ulcere e ascessi.

Queste attività terapeutiche sono attribuite a composti bioattivi quali cumarine (scopoletina), triterpeni, oli essenziali (limonene e β-cariofillene), aminoacidi, fitosteroli, composti fenolici (acido vanillico, acido trans-ferulico e acido trans-isoferulico), e alchilammidi; il suo componente principale è lo spilantolo, responsabile dell’attività anestetica.

L’estratto grezzo di jambu dopo la depigmentazione con carbone attivo è stato incorporato in un film realizzato con idrossietilcellulosa; il carbone attivo è ampiamente utilizzato nei processi industriali per la sua capacità di assorbire un gran numero di sostanze, come composti organici, metalli pesanti e sostanze colorate, ed è biocompatibile e non tossico.

Il film contenente la più alta concentrazione di estratto di jambu depigmentato e olio essenziale di macela, ha ottenuto un tempo di anestesia di 83,6 minuti; 28,5 minuti in più rispetto al controllo positivo con EMLA®, e lo stesso è avvenuto con il test di guarigione della ferita. Il film aveva una contrazione della ferita maggiore (62,0%) rispetto al controllo positivo con l’allantoina e l’analisi istopatologica ha dimostrato che aumenta la sintesi del collagene e l’ispessimento epidermico.      Per questo motivo, le preparazioni in gel, hanno un potenziale utilizzo per il trattamento di ferite della pelle, piaghe da decubito e ferite chirurgiche infette.

Sono stati effettuati altri studi, in modelli animali, per verificare e validare l’effetto antinocicettivo dell’estratto etanolico ottenuto dai fiori di Acmella oleracea (EEAO), dolore nocicettivo (chimico e termico) e neuropatico (legatura parziale del nervo sciatico).

Ma il potere terapeutico di questa pianta non si ferma qui; sembra infatti essere persino in grado di svolgere un’azione molto simile a quella del botulino; infatti un estratto di Acmella Oleracea dovrebbe diminuire visibilmente e rapidamente le rughe del viso; un altro metodo per renderci più belli senza l’aiuto della chirurgia plastica.

Sembra che gli studi sullo spilantolo, pricipio attivo estratto dalla pianta e sostanza molto simile al carisoprodolo, un principio attivo sintetico utilizzato per rilassare la muscolatura, dimostrino l’efficacia in vitro ma anche in vivo, in particolare per le rughe del contorno occhi, stimolando la contrazione dei fibroblasti di collagene, consentendo un rapido rassodamento e compattamento del derma. Per sfruttare al meglio i principi attivi dell’Acmella, occorre abbinarla a prodotti che possano veicolare lo spilantolo in profondità quali oli e burri sebosimili e quindi in grado di trascinare con sé i principi attivi che devono penetrare attraverso i diversi strati epidermici. L’olio di argan, in particolare, primeggia per la ricchezza di vitamine E ed F, di fosforo e carotene, componenti preziosi per la pelle quando, con l’avanzare dell’età, inizia a perdere tono.

Una curiosità legata alla pianta è che oltra ad avere impiego ornamentale, viene usato come infuso nei cocktail e negli stuzzichini.  “Sechuan Button”, bottone di Sichuan, è detto fiore elettrico perché in bocca dà intensa salivazione, freschezza in bocca e l’intorpidimento tipico di un’anestesia o di una scossa.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27777596/https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0031942212003913https://www.hindawi.com/journals/ecam/2016/3606820/