Autoprescrizione degli antibiotici: la nuova campagna AIFA

La campagna AIFA–Ministero della Salute “Se non sei un medico, non fare il medico” pone l’attenzione sull’uso consapevole degli antibiotici: niente autoprescrizione, ma valutazione clinica e prescrizione del medico, rispettando dosi e durata della terapia.

“Se non sei un medico, non fare il medico”, è questo il messaggio della nuova campagna AIFA contro l’autoprescrizione degli antibiotici.

Diffusa attraverso televisione, stampa e social media, la campagna invita a fidarsi delle indicazioni del medico ed evitare il “fai da te”. Eppure, l’autoprescrizione resta una pratica ancora troppo frequente. Continua ad alimentare la resistenza antimicrobica (AMR), cioè la capacità dei batteri di diventare meno sensibili ai farmaci.

Secondo dati recenti, l’Italia è tra i Paesi europei con i consumi più elevati di antibiotici. Assumerli senza una reale necessità, con dosaggi errati o per periodi inadeguati, riduce l’efficacia quando servono davvero.

Diventa necessario, quindi, comunicare con chiarezza quando gli antibiotici sono utili e quando invece non lo sono. Nelle infezioni virali non funzionano, mentre possono essere fondamentali in specifiche infezioni batteriche, valutate dal medico.

Farmacie e comunicazione responsabile

La parola chiave è educazione sanitaria. I farmacisti sono spesso il primo punto di contatto tra cittadino e sistema sanitario: una posizione strategica per informare e responsabilizzare sull’uso corretto degli antibiotici. In particolare:

  • Spiegare perché l’antibiotico non è sempre la soluzione giusta (virus vs. batteri);
  • Ribadire l’importanza della prescrizione medica (solo il medico decide se e quando prescriverlo);
  • promuovere l’aderenza alla terapia quando l’antibiotico è necessario (dosi, orari, durata);
  • Supportare le campagne istituzionali.

Accanto a questo, può essere utile ricordare di non usare “avanzi” di vecchie terapie, non condividere farmaci con familiari, e chiedere sempre un parere qualificato se i sintomi cambiano o peggiorano. Anche un piccolo dubbio merita attenzione: confrontarsi in tempo può evitare complicazioni, proteggendo la salute individuale e quella pubblica.

La campagna “Se non sei un medico, non fare il medico” ricorda che la salute è una responsabilità condivisa. Cittadini informati, medici e farmacisti che lavorano in sinergia possono fare la differenza nella lotta contro l’autoprescrizione degli antibiotici.

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